Archivio per dicembre, 2010

Cari amici,
grazie per avere condiviso con noi i primi quattro mesi di vita di questo blog! Sono stati quattro mesi entusiasmanti, in cui “Viaggiatori” ha superato d’un balzo i 25.000 lettori ed è stato arricchito dai vostri contributi.  Se avete fatto un viaggio con il Tucano o se contate di farlo in futuro ricordate: aspettiamo le vostre opinioni, le vostre foto, i vostri diari di viaggio da pubblicare sul blog. L’indirizzo a cui inviarli è questo: comunicazione@tucanoviaggi.com.
Intanto, giunti alle porte del 2011, anche noi di “Viaggiatori” ci regaliamo una piccola vacanza: il nostro blog tornerà ad essere attivo il 7 gennaio. Felice anno nuovo a tutti!
Marco Restelli, editor di “Viaggiatori”

29 dicembre 2010 - Scritto da Viaggiatori

Spiriti liberi, questo viaggio è per voi. Questa volta vi proponiamo un’esperienza davvero “speciale”: perché unisce il fascino della musica e della danza tuareg all’incanto del Sahara e al benessere del metodo Feldenkrais. Come? Grazie a un’idea di Franca Cristofaro (foto a destra), docente di Feldenkrais, che sarà la nostra/vostra guida in questo viaggio nel Sahara algerino.

L’idea di questa “carovana danzante” nel deserto nasce infatti dall’esperienza di Franca. Nel 1980 Franca conosce il danzatore e coreografo Elhadi Cheriffa e attraverso di lui entra in contatto con le danze del Maghreb; il passo successivo è  fondare, nel 1989 a Milano, lo Studio Movimento Danza e Ricerca. E finalmente, nel 2006, nascono le “Carovane in musica”: spedizioni che ci portano a incontrare nel Sahara algerino i Tuareg e le loro feste, ricche di musiche e danze. Artisti, i Tuareg, capaci di ricavare musica non solo dai propri strumenti tradizionali ma anche da qualsiasi oggetto capiti loro fra le mani: forchette, bicchieri, taniche, eccetera..

Noi del Tucano Viaggi Ricerca abbiamo sposato con entusiasmo questa idea di viaggio di Franca e vi proponiamo quindi un itinerario di 12 giorni, dal 16 al 27 marzo 2011, in zone di straordinaria bellezza; come  il Tadrart Acacus, uno dei paesaggi più affascinanti del Sahara, dove percorreremo letti fossili di antichi fiumi e ci inoltreremo fra le pareti di un immenso canyon dove le rocce celano pitture e graffiti che risalgono a un’epoca fra il 5000 e il 1800 a.C.

Ci muoveremo in fuoristrada e sosteremo poi con i Tuareg per danzare con loro; le nostre danze avranno come cornice alcuni dei paesaggi più belli del pianeta: a Tin Merzouga e a Moule N’Aga le dune disegnano anfiteatri, si intrecciano in cordoni, prendono d’assalto pareti di roccia, hanno forme perfette e al tramonto si vestono dei colori del sole creando contrasti cromatici di straordinaria bellezza.

Poi ci inoltreremo in quella piatta distesa senza fine nota come Teneré, dove scoprirete il significato profondo della parola “deserto” ma anche la magia del silenzio dove fermarsi, magari, per sorseggiare un tè fra amici.
Potremmo raccontarvi ancora a lungo il fascino delle “Carovane in musica” nel deserto, ma sono esperienze che vanno vissute. Noi partiamo il 16 marzo: venite con noi?

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Info: Il nostro viaggio “Algeria: Tassili N’Ajjer e Tadrart Acacus, Carovane in Musica” dura 12 giorni, dal 16 al 27 marzo 2011. Per tutte le informazioni sull’itinerario, la guida, i prezzi, eccetera cliccate qui. Per informazioni e iscrizioni al viaggio inviate una mail a info@tucanoviaggi.com o telefonate allo 011 5617061 chiedendo del Booking Africa.

27 dicembre 2010 - Scritto da Viaggiatori

«Un viaggio spettacolare ed entusiasmante. Dove tutto è stato reso ancora più piacevole dalla grande disponibilità manifestata in ogni situazione dagli accompagnatori del gruppo, e da una guida perfetta».
Non nasconde la sua soddisfazione Umberto Vitrotti, che ha “scoperto” Tucano Viaggi Ricerca quest’anno, facendo con noi uno dei itinerari più affascinanti del nostro catalogo “Perù per tutti”: Fuoristrada Express, il mondo incantato delle Ande.

Caso vuole che Umberto sia anche un ottimo fotografo e per condividere con noi le emozioni del suo viaggio ha deciso di inviarci qualcuno dei suoi scatti, che ben volentieri pubblichiamo qui su Viaggiatori (come faremo con tutti coloro che ci invieranno i propri diari di viaggio e le proprie foto).

Dalla Valle del Colca, per esempio, Umberto ci ha inviato questa sua foto di un magnifico Condor. E non per caso: la Valle del Colca infatti è un luogo di aspra bellezza dove il fiume ha scavato una gigantesca spaccatura – una delle più profonde del pianeta – e dove si trova la Cruz del Condor: da lì lo sguardo può volare su questa immensa fenditura della terra e, con un po’ di fortuna, il nostro sguardo può incrociarsi con il volo di un condor. Umberto è stato premiato dalla fortuna, e noi con la sua foto possiamo condividere quell’emozione.

L’amore per la natura – denominatore comune di tutti i viaggiatori del Tucano – porta più tardi il gruppo fino al mare e da lì alle Isole Ballestas, distanti appena 15 kilometri dalla costa e note come “Le piccole Galapagos”; qui si possono ammirare una gran quantità di animali e Umberto ci regala questo bellissimo scatto di una foca.

Ma a questo punto il gruppo decide di compiere («con pochissima spesa», sottolinea Umberto) un’estensione del viaggio e arrivare alle antiche Saline di Maras (sotto).

Queste saline  venivano sfruttate come cave di sale già all’epoca del dominio Inca sul Perù.
Oggi il complesso presenta più di tremila pozze saline; gli abitanti del luogo mostrano volentieri ai visitatori le loro tecniche ancestrali e permettono a chi vuole di partecipare alla raccolta del sale. Ecco la foto che Umberto ne ha tratto ma sopratutto ecco il suo consiglio: «cari amici del Tucano perché avete classificato le saline di Maras come “estensione” anziché porle nel programma comune? Si tratta di un luogo imperdibile! Vi consiglio quindi di inserirlo nel vostro programma, fra le tappe indispensabili».
E noi, caro Umberto, dal blog raccogliamo il tuo consiglio e lo “giriamo” ai colleghi che si occupano di programmare gli itinerari di viaggio. Perché niente ci sta più a cuore dell’opinione dei nostri viaggiatori.

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Info: questo viaggio in Perù organizzato da Tucano si chiama Fuoristrada Express, il mondo incantato delle Ande,  dura 15 giorni e viene realizzato a più riprese in molti periodi dell’anno. L’itinerario completo è qui. Per prenotazioni e informazioni: info@tucanoviaggi.com

22 dicembre 2010 - Scritto da Viaggiatori

Machu Picchu è un sito archeologico peruviano noto e amato in tutto il mondo per la sua straordinaria bellezza; non a caso fa parte dei luoghi nominati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco e nel 2007 è stato eletto fra le Sette meraviglie del mondo moderno. Noi di Tucano Viaggi Ricerca siamo stati fra i primi in Italia a valorizzare gli itinerari culturali di questo magnifico Paese latinoamericano (tanto da dedicargli due interi cataloghi di viaggi: questo e questo); siamo perciò molto felici di dare una notizia che rende giustizia al Perù e valorizza il suo patrimonio culturale.

La  notizia è questa: in un recente incontro con il Presidente del Perù Alan Garcia i rappresentanti della prestigiosa Università americana di Yale si sono impegnati a restituire al Perù i pezzi ricavati dagli scavi effettuati a Machu Picchu nel 1911-1912 e da allora  in possesso dell’Università di Yale; inoltre si sono impegnati a trovare una rapida soluzione anche per gli altri tesori archeologici noti come “Collezione Machu Micchu” oggi custoditi nel Peabody Museum dell’Università, e a restituire entro la fine del 2012 i pezzi contenuti in altre collezioni.

Tutto ciò per onorare degnamente, nel 2011, i cento anni della “riscoperta” di Machu Picchu ad opera dello storico americano Hiram Bingham, che arrivò nel sito peruviano appunto il 24 giugno 1911 e, rimasto impressionato da ciò che vide, sollecitò l’aiuto dell’Università di Yale, della National Geographic Society americana e del governo peruviano per iniziare gli scavi del sito. In realtà Machu Picchu non era mai stata “perduta” o dimenticata del tutto, ma fu proprio per iniziativa di Bingham che iniziò la campagna di studi scientifici che restituì al mondo la gloria e lo splendore di questa città, un tempo abitata dall’aristocrazia politica e religiosa del popolo Inca.

Cari amici lettori, siamo sicuri che anche voi, come noi, vi rallegrate di questa notizia, ma essa suscita una domanda importante: è sempre giusto restituire le opere d’arte oggi custodite nei Musei di tutto il mondo? Per esempio, anche l’Egitto chiede la restituzione dei suoi beni culturali sparsi in tanti musei (a Londra, a Parigi e al celebre Museo Egizio di Torino); dunque, a parte il caso di Machu Picchu, è sempre giusto svuotare i Musei del mondo (perché ogni Paese possiede opere appartenenti a un altro Paese) per restituire le opere d’arte ai Paesi “legittimi proprietari”? Oppure bisogna distinguere caso per caso? E con quali criteri? Ecco una questione che terrà banco nei prossimi anni: cari lettori, attendiamo le vostre opinioni, scriveteci!.

18 dicembre 2010 - Scritto da Viaggiatori

di Anna Dardanelli

Oggi vorrei raccontarvi di una bellissima esperienza che ho vissuto in Niger nel settembre 2010.
Io e Silvano Moroni abbiamo accompagnato un gruppo ciascuno di Tucano Viaggi Ricerca a un evento molto particolare: il Gerewol, la grande festa-riunione annuale dei Peul Bororo. I Bororo sono un popolo di pastori che si sposta attraverso i grandi spazi del Sahel – attraverso le stagioni e il tempo – perpetuando una millenaria transumanza.


Io e gli altri amici del gruppo siamo andati in Niger animati dallo stesso spirito: cogliere e apprezzare quello che ancora rimane nel mondo di vero, di autentico. Spinti in Africa anche dall’invito del grande poeta della Negritudine, Leopold Sedar Senghor: «Bisogna far presto: viaggiate, scoprite l’Africa, coglietene i suoi aspetti più veri, importanti, antichi, perché il continente sta livellandosi su moduli e schemi che gli sono estranei».

Ebbene, il Gerewol è proprio un evento del genere: è una grande festa della bellezza che si tiene nelle aperte distese della savana, è un momento straordinario, quasi uno spettacolo biblico.

Con le grandi mandrie di zebù, le greggi, gli asini, i cavalli, i dromedari, le donne e i bambini, le masserizie, tutto un mondo disperso per dodici mesi all’anno nell’immenso Sahel si sposta, al termine della breve e spesso avara stagione delle piogge, per convergere in un punto.

I clan famigliari si riuniscono attorno ai giovani, che truccati ed abbigliati in modo esuberante, daranno vita, sotto la guida di “navigati” maestri di cerimonia, ad una rito fatto di danze sensuali e sguardi ammiccanti. Il culto della bellezza infatti, insieme a quello del bestiame e della famiglia, è uno dei cardini della comunità Bororo.

Chi assiste ad un Gerewol si trova catapultato in una dimensione senza tempo. Uomini avvolti in lunghe tuniche e grandi turbanti sopraggiungonocon andamento regale in sella ai loro bianchi dromedari. Sono i capi di altri clan che hanno coperto talvolta lunghe distanze per contraccambiare una visita, accolti con grandi feste ed onori.

Durante la sera al nostro campo tendato la savana intorno ci porta muggiti, canti ed incontri con i Bororo.

Il Gerewol non è ancora stato espropriato della sua vera essenza e rimane l’occasione per i nomadi, dispersi nel corso dell’anno nelle assolate distese del Sahel, di ritrovarsi, scambiarsi notizie, scegliere una compagna, celebrare “battesimi” e matrimoni. Al termine del raduno uomini e mandrie riprenderanno l’eterno ritmo della transumanza disperdendosi negli orizzonti azzurri e tra le erbe gialle della savana.

E al prossimo Gerewol, nel settembre/ottobre 2011, noi del Tucano vi porteremo ad assistere allo spettacolo. Vi aspettiamo per condividere con voi queste emozioni.

14 dicembre 2010 - Scritto da Viaggiatori