Emozioni e immagini del mio viaggio in Niger, alla festa dei Bororo

di Anna Dardanelli

Oggi vorrei raccontarvi di una bellissima esperienza che ho vissuto in Niger nel settembre 2010.
Io e Silvano Moroni abbiamo accompagnato un gruppo ciascuno di Tucano Viaggi Ricerca a un evento molto particolare: il Gerewol, la grande festa-riunione annuale dei Peul Bororo. I Bororo sono un popolo di pastori che si sposta attraverso i grandi spazi del Sahel – attraverso le stagioni e il tempo – perpetuando una millenaria transumanza.


Io e gli altri amici del gruppo siamo andati in Niger animati dallo stesso spirito: cogliere e apprezzare quello che ancora rimane nel mondo di vero, di autentico. Spinti in Africa anche dall’invito del grande poeta della Negritudine, Leopold Sedar Senghor: «Bisogna far presto: viaggiate, scoprite l’Africa, coglietene i suoi aspetti più veri, importanti, antichi, perché il continente sta livellandosi su moduli e schemi che gli sono estranei».

Ebbene, il Gerewol è proprio un evento del genere: è una grande festa della bellezza che si tiene nelle aperte distese della savana, è un momento straordinario, quasi uno spettacolo biblico.

Con le grandi mandrie di zebù, le greggi, gli asini, i cavalli, i dromedari, le donne e i bambini, le masserizie, tutto un mondo disperso per dodici mesi all’anno nell’immenso Sahel si sposta, al termine della breve e spesso avara stagione delle piogge, per convergere in un punto.

I clan famigliari si riuniscono attorno ai giovani, che truccati ed abbigliati in modo esuberante, daranno vita, sotto la guida di “navigati” maestri di cerimonia, ad una rito fatto di danze sensuali e sguardi ammiccanti. Il culto della bellezza infatti, insieme a quello del bestiame e della famiglia, è uno dei cardini della comunità Bororo.

Chi assiste ad un Gerewol si trova catapultato in una dimensione senza tempo. Uomini avvolti in lunghe tuniche e grandi turbanti sopraggiungonocon andamento regale in sella ai loro bianchi dromedari. Sono i capi di altri clan che hanno coperto talvolta lunghe distanze per contraccambiare una visita, accolti con grandi feste ed onori.

Durante la sera al nostro campo tendato la savana intorno ci porta muggiti, canti ed incontri con i Bororo.

Il Gerewol non è ancora stato espropriato della sua vera essenza e rimane l’occasione per i nomadi, dispersi nel corso dell’anno nelle assolate distese del Sahel, di ritrovarsi, scambiarsi notizie, scegliere una compagna, celebrare “battesimi” e matrimoni. Al termine del raduno uomini e mandrie riprenderanno l’eterno ritmo della transumanza disperdendosi negli orizzonti azzurri e tra le erbe gialle della savana.

E al prossimo Gerewol, nel settembre/ottobre 2011, noi del Tucano vi porteremo ad assistere allo spettacolo. Vi aspettiamo per condividere con voi queste emozioni.

21:58 - Scritto da Viaggiatori

Un commento a “Emozioni e immagini del mio viaggio in Niger, alla festa dei Bororo”

  1. [...] in un’Africa ancora autentica e lontana dai vizi del turismo di massa. Ne avevamo parlato qui sul nostro blog nel diario di viaggio di Anna Dardanelli nel dicembre 2010.  Torniamo a parlarne ora perché i nostri amici e collaboratori Laura Pernice e Christian Le Tily [...]


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