Dal Cairo ad Abu Simbel: diario di un viaggio in Egitto

di Andrea Dattoli

Dopo la storica ondata di manifestazioni avvenuta in Egitto dal mese di gennaio 2011 e la conseguente caduta del trentennale regime di Hosni Mubarak, noi del Tucano Viaggi Ricerca siamo tornati nella terra dei Faraoni per monitorare personalmente la sicurezza nel Paese e valutare l’effettuabilità degli itinerari in programmazione. Il nostro viaggio inizia dal Cairo, simbolo dell’Egitto turistico con le piramidi di Giza (foto sopra) e piazza Tarhir, sede del ricchissimo Museo di Antichità Egizie e simbolo della recente rivoluzione popolare a favore della democrazia nel paese.
Puntiamo verso il Mediterraneo, Alessandria è la nostra meta. Le secolari carrozze del tram, costruito dagli inglesi durante il periodo della colonizzazione, sono tuttora funzionanti, i palazzi in stile coloniale europeo conferiscono alla città un’atmosfera  allo stesso tempo dolce e decadente; il mare, la cordialità della gente, il profumo dei falafel speziati ne fanno una città unica ed incantevole. Poco o nulla è rimasto dell’antica Biblioteca Alessandrina, bruciata diverse volte nel corso dei secoli, ora un capolavoro di architettura moderna.
Seguendo la costa mediterranea,  dopo una commovente sosta al sacrario eretto in onore dei caduti italiani della battaglia di El Alamein, ci spingiamo all’interno del Sahara egiziano.

L’Oasi di Siwa è una sorpresa per i nostri occhi. Palmeti rigogliosi, sorgenti di acqua dolce e piantagioni di ulivo creano un contrasto unico con il panorama circostante. Sfioriamo le dune del Grande Mare di Sabbia che si perdono all’orizzonte; qui si persero le tracce di Re Cambise II di Persia  e dei suoi 50.000 soldati  mentre era diretto a Siwa per distruggere l’oracolo del tempio Ammone. Il percorso tra oasi lussureggianti, templi sepolti dalla sabbia, necropoli  greco-romane, cittadelle in mattone crudo ci porta sino a Luxor attraverso i paesaggi lunari e i colori mozzafiato del deserto bianco.

Dopo il deserto, ecco l’Antica Tebe, capitale del Medio Regno, che ci appare in tutta la sua maestosità. Il Tempio di Karnak è un’opera immensa, simbolo della grandezza della civiltà egizia, e ancora la Valle dei Re e le sue tombe, che testimoniano l’importanza che gli antichi Egizi davano al Regno dell’aldilà.
Proseguiamo verso sud: le coltivazioni lungo le rive del Nilo sono rigogliose, il paesaggio bucolico. Ci attendono la grande diga di Aswan (foto sotto) quasi al confine con il Sudan,  e il sito archeologico di Abu Simbel (foto in basso). Il Tempio di Ramses II è il capolavoro del viaggio, lo sguardo delle statue del Faraone Ramses II è vivo e ci esorta a visitare il tempio con grande rispetto.

L’atmosfera, dopo la recente rivoluzione, è più frizzante, la popolazione entusiasta. L’ Egitto,  la sua storia, la sua gente, la sua natura, tra fiume e deserto, restano un grande richiamo: è ora di tornare dunque alla scoperta dei suoi tesori nascosti, al fascino del deserto e ai capolavori della Storia.

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INFO:
Il nostro Tour Operator propone ben 13 itinerari in Egitto: per scoprirli cliccate qui. Per qualsiasi informazione o prenotazione: Il Tucano Viaggi Ricerca – Piazza Solferino 14/g, 10121, Torino- Tel. 011 5617061 – Fax 011 544419 – info@tucanoviaggi.com

14:12 - Scritto da Viaggiatori

5 commenti a “Dal Cairo ad Abu Simbel: diario di un viaggio in Egitto”

  1. Giusy Russo scrive:

    Tutto vero, non abbiate paura di tornare a visitare questo meraviglioso Paese, ora in ginocchio.
    Questa gente fiera e coraggiosa ha bisogno di noi e chi va, sarà ampiamente ripagato.
    Parola di chi c’é stato, prima e dopo.

  2. Viaggiatori scrive:

    Grazie Giusy, condividiamo in pieno la tua opinione.

  3. Elena scrive:

    Viaggio effettuato nel 2002…ma non ancora dimenticato…
    Troppe emozioni davanti a tutto ciò che ho visto, impossibile descriverle: bisogna viverle!
    Prima o poi ci ritornerò;-)
    E

  4. Simona scrive:

    Confermo. Sono italiana e sono stata qua durante la rivoluzione (mi trovo tuttora al Cairo, dove peraltro vivo da quasi 3 anni). Non mi sono mai sentita in pericolo, ed è peraltro facilissimo evitare le zone delle manifestazioni: basta informarsi e seguire Twitter, e non c’è nulla di cui avere paura.

    Venite in Egitto, non abbiate paura :)


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