Archivio della Categoria ‘Algeria’
Spiriti liberi, questo viaggio è per voi. Questa volta vi proponiamo un’esperienza davvero “speciale”: perché unisce il fascino della musica e della danza tuareg
all’incanto del Sahara e al benessere del metodo Feldenkrais. Come? Grazie a un’idea di Franca Cristofaro (foto a destra), docente di Feldenkrais, che sarà la nostra/vostra guida in questo viaggio nel Sahara algerino.
L’idea di questa “carovana danzante” nel deserto nasce infatti dall’esperienza di Franca. Nel 1980 Franca conosce il danzatore e coreografo Elhadi Cheriffa e attraverso di lui entra in contatto con le danze del Maghreb; il passo successivo è fondare, nel 1989 a Milano, lo Studio Movimento Danza e Ricerca. E finalmente, nel 2006, nascono le “Carovane in musica”: spedizioni che ci portano a incontrare nel Sahara algerino i Tuareg e le loro feste, ricche di musiche e danze. Artisti, i Tuareg, capaci di ricavare musica non solo dai propri strumenti tradizionali ma anche da qualsiasi oggetto capiti loro fra le mani: forchette, bicchieri, taniche, eccetera..
Noi del Tucano Viaggi Ricerca abbiamo sposato con entusiasmo questa idea di viaggio di Franca e vi proponiamo quindi un itinerario di 12 giorni, dal 16 al 27 marzo 2011, in zone di straordinaria bellezza; come il Tadrart Acacus, uno dei paesaggi più affascinanti del Sahara, dove percorreremo letti fossili di antichi fiumi e ci inoltreremo fra le pareti di un immenso canyon dove le rocce celano pitture e graffiti che risalgono a un’epoca fra il 5000 e il 1800 a.C.
Ci muoveremo in fuoristrada e sosteremo poi con i Tuareg per danzare con loro; le nostre danze avranno come cornice alcuni dei paesaggi più belli del pianeta: a Tin Merzouga e a Moule N’Aga le dune disegnano anfiteatri, si intrecciano in cordoni, prendono d’assalto pareti di roccia, hanno forme perfette e al tramonto si vestono dei colori del sole creando contrasti cromatici di straordinaria bellezza.
Poi ci inoltreremo in quella piatta distesa senza fine nota come Teneré, dove scoprirete il significato profondo della parola “deserto” ma anche la magia del silenzio dove fermarsi, magari, per sorseggiare un tè fra amici.
Potremmo raccontarvi ancora a lungo il fascino delle “Carovane in musica” nel deserto, ma sono esperienze che vanno vissute. Noi partiamo il 16 marzo: venite con noi?
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Info: Il nostro viaggio “Algeria: Tassili N’Ajjer e Tadrart Acacus, Carovane in Musica” dura 12 giorni, dal 16 al 27 marzo 2011. Per tutte le informazioni sull’itinerario, la guida, i prezzi, eccetera cliccate qui. Per informazioni e iscrizioni al viaggio inviate una mail a info@tucanoviaggi.com o telefonate allo 011 5617061 chiedendo del Booking Africa.
Eccoci di rientro da un viaggio magnifico, di grande respiro, dove natura, uomo e spiritualità sono divenute un unico connubio, dove il giallo intenso delle dune si è mescolato, come su una ipotetica tavolozza, con il verde smeraldo delle oasi e con le tonalità di grigio dei pinnacoli dell’Hoggar. Ma soprattutto in questo viaggio aleggiava sopra il nostro gruppetto di quattro Toyota land Cruiser …lui Charles de Foucauld il focus del nostro viaggio. Riscoprire le sue tracce, i suoi insegnamenti postumi, la sua grande spiritualità ma, anche, la sua intelligenza e la sua fede.
A Lui, un francese amante della letteratura e della vita avventurosa, rinomato esploratore, capitò di vivere una delle più suggestive avventure cristiane del secolo scorso. Charles de Foucauld, il monaco che da solo costruiva tabernacoli nel deserto algerino per «trasportare» Gesù in mezzo a coloro che non lo conoscevano né lo cercavano, morto ammazzato (per sbaglio) da quegli stessi Tuareg tra i quali aveva scelto di vivere, nel silenzio e nella preghiera, senza aver guadagnato tra loro nessun nuovo cristiano, ma proclamato beato dalla Chiesa.
Tra le schiere sempre più folte dei canonizzati, de Foucauld sembrerebbe a prima vista appartenere alla categoria dei santi estremi, quelli che presidiano le terre di confine dell’avventura cristiana nel mondo. Eppure, la sua storia così irripetibile costituisce un dono di respiro e di conforto, una traccia, un sentiero ancora oggi seguito dai suoi successori e dai suoi Piccoli Fratelli e Piccole Sorelle. Come posso allora dimenticare nell’Oasi di Abe Abbes l’incontro con Giulia, i suoi occhi, la loro luce, la sua determinazione o Padre Enri o ancora Bernard e tanti altri.
Un viaggio quindi nel viaggio, nel tranquillo fascino dell’infinito rincorrersi delle dune del Grand Erg Occidentale che lo dominano e fanno da sfondo con tonalità cangianti ad estensione apparentemente infinita. Ai paesaggi tra i più suggestivi del Sahara, alle sue oasi che sono veri e propri gioielli di architettura immersi nel mondo della preistoria Sahariana grazie alle bellissime incisioni, ai magici pozzi delle leggende.
Luogo di silenzio, magnificenza e semplicità. Come, quindi, non ricordare le Rose del Deserto di Timimoun, trovate quando ormai il sole stava tramontando. Un luogo incantevole, conosciuta come “l’oasi rossa” per il colore della terra e dei caratteristici edifici di fango rosso e che grazie alla sua posizione, sul limitare di un contrafforte, si godono vedute straordinarie su un antico lago salato e sulle dune di sabbia in lontananza che nelle notti limpide illuminate dalla luna offrono un effetto da togliere il respiro.
Paesaggi superbi con gruppetti di piccoli villaggi, profonde grotte rosse, palmeti rigogliosi e piste che si addentrano verso l’infinito. Ma come posso
dimenticare Gardaia e Hammed che me l’ha fatta conoscere. Dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco, situata nella suggestiva profonda e stretta vallate dello M’Zab, circondata da una pentapoli di cinque città che si stagliano sul paesaggio in punti diversi. Caratterizzata da edifici color pastello, segnata da strette e tortuose stradine con passaggi coperti. Luogo scelto per proteggere una popolazione perseguitata perché adepta ad interpretazioni minoritarie dell’islam, i Mozabiti, stirpe di pura razza berbera, il loro rigoroso settarismo e le credenze religiose, hanno contribuito al mantenimento della purezza razziale ed alla conservazione di abitudini e usanze immutate nei secoli. Questi uomini così diversi da tutto gli altri con le loro mani hanno scavato pozzi, creato palmeti e, una dopo l’altra, edificato le cinque città dello M’Zab. Beni Isguen la città santa, Melika la regina, Bou Nura la luminosa, El Atteufla la prima, e Ghardaia la capitale.
E’ poi un volo di Air Algerie a portarci a Tamanrasset,e dalla vecchia oasi carovaniera si sale all’Assekrem immedoci su una pista e puntando verso nord nell’immensa regione dell’Hoggar di origine vulcanica. Il paesaggio è lunare, è un continuo saliscendi lungo vallate di pietraie grigie interrotte da isolate vette di varie forme, costeggiamo l’Akar Akar (2216m) conosciuto anche come castello di Antinea. Si narra che le antiche vestigia di Atlantide, dopo essere sprofondate nel mare, riemersero qui, che Antinea fosse la regina ed i Tuareg i loro discendenti.
Dopo circa 80 km raggiungiamo l’Assekrem, l’ultimo tratto è difficoltoso, la pista si inerpica e siamo costretti a proseguire molto lentamente fino a
raggiungere il rifugio che si trova ai piedi dell’eremo di Père de Foucauld presidiato dai Piccoli Fratelli che a circa 2800 metri vivono in meditazione.
Per ammirare il panorama dall’eremo bisogna fare una piccola salita a piedi lungo una parete di pietraie dove ci sono una moltitudine di minuscoli fiori rossi. Il cuore è leggermente in affanno, siamo a 2780 metri di altitudine ma, il meraviglioso panorama toglie ogni parola e ogni fatica.
Qui si rimane ammaliati, gli altipiani sono dominati dalle vette di questo particolare e singolare luogo. I tanti massicci dell’Hoggar si innalzano al cielo e sono simili a colate di cera, il contrasto tra l’azzurro del cielo e il marrone/grigio delle rocce crea un’armonia cromatica paragonabile solo a quella di un dipinto.
Un viaggio che invita alla dolcezza di vivere un popolo che ha segnato i secoli godendo di uno scenario che solo la potenza della natura di questi luoghi sa trasmettere.
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Info: il Tucano organizza un viaggio di 10 giorni “Sui passi di Padre Charles de Foucauld, nel cuore del Sahara” dal 28 dicembre 2010 al 6 gennaio 2011. Per avere tutte le notizie, i consigli, i prezzi, ecc cliccate qui. Per prenotazioni e informazioni, email: info@tucanoviaggi.com.
«Mi dica, colonnello Lawrence, perché le piace tanto il deserto?», chiese un giornalista. Il celebre Lawrence d’Arabia si fece scivolare un po’ di
sabbia fra le dita e poi rispose: «Perché è pulito». Sì, il deserto è “pulito”, nel senso che non mente al viaggiatore che lo attraversa: mette il viaggiatore a contatto con se stesso, gli insegna ad ascoltare i propri sogni, desideri e paure, il deserto – con le sue grandi solitudini, i suoi profondi silenzi, le sue spettacolari notti stellate – diventa, col passare dei giorni, lo specchio dell’anima di chi lo attraversa.
Lo sapeva Lawrence d’Arabia e lo sapeva anche Padre Charles de Foucauld, religioso e brillante antropologo che visse fra i tuareg del deserto algerino, li studiò e scelse di morire lì, nel 1916. Noi vi proponiamo un viaggio che è insieme avventura, emozione e cultura: scoprire il Sahara seguendo le tracce di Charles de Foucauld nel deserto. Partiremo dai più spettacolari luoghi della preistoria sahariana, quando questa regione era ancora verde e ricca d’acqua tanto da essere popolata da bovidi con lunghe corna: li vedremo nei bellissimi graffiti preistorici di Taghit. Poi, di oasi in oasi, con escursioni a dorso di cammello, arriviamo al romitorio costruito da de Foucauld nel 1901 per accogliere i poveri e imparare la lingua tuareg. Da lì in poi, un tuffo nei colori più accesi del deserto: Timimoun è nota come “l’oasi rossa” per il colore della terra e delle case, e la strada per arrivarci è costellata di fortezze, dune dorate e palmeti color smeraldo.
Da Timimoun si sale verso nord raggiungendo El Meniaa con il suo imponente ksar, il villaggio fortificato tipico del Maghreb, e a pochi chilometri dall’oasi faremo visita alla tomba di de Foucauld, che sorge solitaria fra le dune accanto alla più antica chiesa del Sahara. Poi ci attende la Valle dello M’Zab che con le sue cittadelle fortificate aveva stregato un altro grande intellettuale, l’architetto Le Corbusier, e oggi è protetta dall’Unesco come “tesoro dell’umanità”. Ghardaia, capoluogo della valle dello M’Zab, è un capolavoro di armonia architettonica, incorniciato nel verde di un milione di palme da dattero circondate dalle dune.
Che cosa aspettate, Viaggiatori, a guardare nel deserto il riflesso delle vostra anima? Il Sahara è, prima di tutto, un grande viaggio nei silenzi e nei colori, un viaggio interiore.
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Info: il Tucano organizza un viaggio di 10 giorni “Sui passi di Padre Charles de Foucauld, nel cuore del Sahara” dal 28 dicembre 2010 al 6 gennaio 2011. Per avere tutte le notizie, i consigli, i prezzi, ecc cliccate qui. Per prenotazioni e informazioni, email: info@tucanoviaggi.com.











