Archivio della Categoria ‘Etiopia’

Donne dell'altopiano etiopico. Foto di Carlo Franchini

Cari amici del Tucano oggi vogliamo parlarvi di un libro fotografico che vale la pena leggere e gustare con gli occhi: Etiopia, emozioni di viaggio (edito dall’ Istituto Etiopia, libro di Carlo FranchiniPoligrafico e Zecca dello Stato/Libreria dello Stato) che include anche due DVD con un magnifico documentario. L’autore, Carlo Franchini, è un grande viaggiatore-scrittore-fotografo, nato all’Asmara e vissuto lì fino al 1980 quando lasciò l’Eritrea per l’Italia tornando però più volte in quelle terre. Franchini è un autentico esperto di Africa, cui ha dedicato prima di questo altri due libri fotografici di notevole fascino – Eritrea cose viste, e Attraverso l’Africa Australe -  oltre a interessanti saggi come una Storia delle esplorazioni della Dancalia.

Noi del Tucano Viaggi Ricerca siamo da sempre coinvolti nelle questioni africane (anche sostenendo le iniziative di solidarietà della Onlus Progetto Humanitas) e com’è noto organizziamo viaggi di carattere etnologico proprio per far scoprire non solo la bellezza ma anche la ricchezza culturale dell’Etiopia (qui ci sono le date delle partenze per l’Etiopia nel 2012). Ci lega quindi a Franchini una medesima sensibilità e per questa ragione abbiamo incluso i suoi libri fra le offerte e gli sconti che offriamo ai membri del Club Amici del Tucano.

Foto di Carlo Franchini

Come spiega Franchini nel suo libro, «l’ Etiopia è stata più volte definita “culla dell’umanità” per le scoperte di ominidi (di cinque milioni di anni fa) avvenute nel suo territorio. E’ una terra ricca di fascino, mutevole per la sua costante attività vulcanica e capace di incantare il visitatore con l’infinita varietà dei suoi paesaggi che vanno dai 120 metri sotto il livello del mare della depressione della Dancalia agli oltre 4000 metri delle vette dei monti del Semien».

I luoghi e i temi che Franchini tocca nel suo libro sono moltissimi: dalle atmosfere coloniali di Addis Abeba – con isuoi vecchi palazzi italiani e i suoi mercati – al parco dell’Awash con le sue cascate e le sue foreste popolate di babbuini, fino a un affascinante “luogo dello spirito” come Harar, che con le sue 90 moschee è una delle città sante dell’Islam in Etiopia ma che è anche compresa nel Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. E’ ad Harar, fra l’altro, che visse il poeta francese Rimbaud durante il suo lungo soggiorno africano, e la sua casa è ancora visitabile.
Con approccio da antropologo Franchini entra non solo nelle case degli etiopi ma nel loro spirito: descrive l’artigianato, le decorazioni casalinghe, i modi di stare insieme e di mangiare (attingendo con le mani tutti insieme da un unico piatto centrale posto su un grande tavolo) oppure le antiche credenze come quella di nutrire le iene perché si crede che divorino gli “spiriti del male”,  quelli che nell’Islam vengono chiamati djinn.

Una chiesa rupestre in Etiopia. Foto di Carlo Franchini

Ma la fede islamica è diffusa solo fra il 33% della popolazione etiopica: la maggioranza invece – il 61% – è composta da cristiani (il resto della popolazione è animista). L’Etiopia ha una gloriosa tradizione cristiana anche in campo artistico e architettonico, e giustamente Franchini si sofferma su questo aspetto. Racconta il fascino austero delle antiche chiese immerse nella natura intorno al lago Tana, mostra con le foto l’imponenza dei castelli imperiali nell’antica capitale Gondar ma anche i raffinati dipinti delle sue chiese, ci fa capire la spiritualità di un popolo a partire dalle sue prime testimonianze, come le  alte stele o le camere sepolcrali di Aksum, risalenti ai primi secoli dell’era cristiana. Per arrivare poi alle più celebri testimonianze del passato, come il cosiddetto “palazzo della Regina di Saba” e le famose, monumentali chiese di Lalibela, scolpite nella roccia.

Il viaggio di Franchini ci porta poi nelle desolate lande di lava della Dancalia, punteggiata dai vulcani, e lungo le rotte carovaniere fino alla valle dell’Omo, Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco e sede di tante etnie che seguono ancora uno stile di vita tradizionale, ben al di fuori della globalizzazione.
Questi itinerari nella natura e nella cultura dell’Etiopia sono descritti nel libro con un linguaggio semplice ma esatto, ricco di informazioni ma accessibile a tutti, così da rendere il lettore davvero partecipe di quelle emozionanti scoperte. Di grande aiuto risulta anche l’apparato iconografico: non solo le molte, splendide fotografie ma anche un gran numero di accuratissime cartine, dove Franchini illustra tutti gli itinerari nei loro particolari, molto utili per il lettore/viaggiatore che  voglia ripercorrere il viaggio,  meglio ancora se guidato da Franchini stesso, che in futuro collaborerà con noi del Tucano nell’organizzazione di viaggi in Etiopia.
Vi invitiamo quindi ad aprire le pagine di un libro che apre le porte di un mondo, e a venire a scoprire quel mondo insieme a noi!

Dipinti in una chiesa etiopica. Foto di Carlo Franchini

————-
INFO VIAGGI
Per qualsiasi informazione o prenotazione per i nostri viaggi in Etiopia (in gruppo o per singoli) potete rivolgervi a: Il Tucano Viaggi Ricerca – Piazza Solferino 14/g, 10121, Torino- Tel. 011 5617061 – Fax 011 544419 – info@tucanoviaggi.com

Donna di etnia mursi. Foto di Carlo Franchini

21 dicembre 2011 - Scritto da Viaggiatori

Vuoi concludere bene il 2011, e magari inziare il 2012 con uno spirito diverso? Noi del Tucano Viaggi Ricerca ti proponiamo  nei prossimi due mesi 30 viaggi speciali  differenziati per tutte le tasche, per tutti i gusti e in ogni angolo del globo.

Cliccando su questo link vedrai tutte le nostre 30 proposte, ciascuna con un proprio link alla rispettiva pagina del sito del Tucano, dove troverai per ogni viaggio tutti i particolari: itinerario, data di partenza, prezzo, alberghi, eccetera..

Qualche esempio? Partiamo dall’Africa:
Le Oasi del Nord e le Oasi del Sud in EgittoUn sogno color ocra in Marocco il Fascino del passato in Mali, All’ombra del Kilimanjaro in Tanzania, poi un Viaggio alla scoperta del pianeta delle meraviglie in Madagascar, il Natale Copto in Etiopia e Nel cuore dell’Africa Nera in Togo, Ghana e Benin.

Proseguiamo poi con qualche altro esempio dal Sud America:

Le rose di Atacama in Cile (perfetto per chi vuole viaggiare durante le vacanza di Natale), un Mini Perù per chi vuole andare alla scoperta del magnifico Perù ma ha poco tempo, e il bellissimo Tra le Ande e i due oceani per chi vuole gustare Argentina e Cile. E il tour Los Roques nell’affascinante e poco noto Venezuela (con la possibilità di un’altra partenza durante le vacanze di Natale).

E ora alcuni esempi  dall’ Asia:
tre viaggi fiabeschi in India come il Rajasthan – Nel passato cavalleresco o quello fra i maestosi templi hindu nell’ India del Sud o lo “speciale per grandi viaggiatori” Karnataka – Festa di Hampi (che avrà come guida culturale Marco Restelli, curatore di questo blog Viaggiatori e anche del blog MilleOrienti). E ancora:  un viaggio perfetto per gli amanti dell’arte per conoscere Le città leggendarie dell’Iran; un affascinante percorso storico-religioso in Israele alla scoperta delle Tracce bibliche; e due proposte per scoprire uno dei Paesi meno conosciuti non solo dle mondo arabo ma dell’intera Asia: l’Oman, con il viaggio Tra mare e deserto e quello per un Capodanno tra le dune del Wahiba.

Infine, ci sono weekend e soggiorni più brevi in una Europa ancora da scoprire:
come Le capitali baltiche di Estonia, Lettonia e Lituania, un sorprendente Week-end a S.Pietroburgo in Russia; una breve “fuga” per un Week-end a Tallin in Estonia o per un Week-end a Riga in Lettonia.
Nota bene: tutti i nostri viaggi qui segnalati sono con un accompagnatore qualificato dall’Italia, o con una guida parlante italiano.
E a questi viaggi “a data fissa” si aggiungono le centinaia di viaggi “a data libera” presenti nel catalogo del Tucano e che comprendono, in pratica, tutto il mondo!
Se vuoi dunque avere un colpo d’occhio completo sulle proposte del Tucano per la fine 2011/inizio 2012 clicca su questo link che ti darà il calendario completo delle partenze . Buona lettura e buon viaggio!

1 novembre 2011 - Scritto da Viaggiatori

testo e foto di Christian Le Tily

Dal 7 al 22 gennaio 2011 abbiamo fatto un viaggio di gruppo con Tucano Viaggi Ricerca in Etiopia, visitando la Dancalia e le Chiese del Tigray, attraversando i mercati, incontrando la gente,  partecipando alla Cerimonia del Timkat.

I mercati di Sembete, di Bati e di Asayta, hanno ognuno  caratteristiche peculiari irrinunciabili.

Sembete, mercato vario di placidi cammelli, di magre capre e di bovini dalle lunghe e arcuate corna nonché di vendita di prodotti di ogni genere. Le timide donne Oromo volteggiano con i loro tipici abiti floreali colorati e le treccine di capelli sapientemente curati.

Bati, offre due grandi mercati uno di compravendita di cammelli, ovini e bovini e l’altro di prodotti locali in cui anche un uomo che avanza con file di polli vivi appesi alle spalle  non desta stupore.
Asayta, piccolo mercato ma di gran fascino in cui emergono le figure di donne accovacciate come macchie di colore su grandi stuoie gialle  dalle medesime intrecciate per essere vendute .

Si incrociano gli sguardi di grandi e profondi occhi scuri incorniciati dai veli variopinti.

Ci trasferiamo sul lago salato Afrera circondato dal candore delle saline.
Vediamo piccole colline di sale bianchissimo,bacini di acqua salata posti ad evaporare, sacchi colorati pieni di sale da caricare sui camion. Il sale è prezioso, oro bianco per l’economia etiope.
Un piccolo airone solitario passeggia lungo la riva al tramonto che si spegne.

La salita al vulcano Erta Ale è colma di nostre aspettative. Dopo oltre tre ore di cammino la caldera ci accoglierà con i suoi tenui bagliori rossi soffocati da un recente collasso lavico. Il magma si è raffreddato e appare come una sottile lastra grigia.

La Piana del Sale non ha confini, incrostazioni esagonali bianche che si susseguono e su cui lavorano con antica fatica i minatori per estrarre le tavolette di sale da vendere nei lontani mercati.

Docili cammelli attendono di venir caricati con perizia e riprendere il percorso secolare. Le loro sagome scure si stagliano al tramonto all’orizzonte mentre avanzano allineate e accompagnate da canti lontani.

Il Dallol ci pervade di un silenzioso stupore. Abbiamo percorso chilometri di piste tra un territorio lavico in tutte le tonalità del grigio e all’improvviso ,come per magia,al termine di una breve salita ci appare un’immensa tavolozza colorata ricca di sfumature e di incrostazioni variopinte. I colori sono vividi e  sorprendenti , il  giallo chiaro si mescola all’ arancio e poi al rosso e ancora all’ azzurro, il blu si trasforma nel verde e di nuovo il giallo illumina l’arancio.

Si ode bollire l’acqua termale da pozze calde e si osservano sculture naturali di un artista fantasioso.

Ritorniamo, consapevoli di tanta meraviglia, alle nostre carovane e alla loro storia antica e immutata nei secoli attraverso il  Canyon del fiume Saba. Tra una sosta e l’altra seguiamo la preparazione del burgutta, pane di semola, unico cibo dei carovanieri e cotto sulla brace e che consiste in  un impasto di acqua e farina che viene raccolto attorno ad una pietra ardente per distribuirne il calore e  velocizzarne la cottura.

Il Tigray. Le carovane dal caldo afoso della Piana del Sale si inerpicano sui monti del Tigray e la nebbia rende quasi surreale il loro lento avanzare tra le alture. Il Tigray ricco di acqua, di valli coltivate, di dimore di pietra che si confondono nel paesaggio offre ai nostri occhi nuovi stupori e le rocce ripide e alte come montagne nascondono tesori, le chiese rupestri.

Le chiese scavate e dipinte  portano i nomi dei loro creatori, San Giorgio, San Pietro e Paolo e altri nomi come Ambra Casba, Debra Tsion e altri.

La cerimonia del Timkat.
Oggi è un giorno di grande festa nel villaggio di Wucro. Il vescovo, vestito di colorati paramenti ricamati e protetti dal caratteristico ombrellino, prega e benedice i fedeli. Le donne coperte di veli bianche e raccolte insieme ai bimbi più piccoli, intermezzano le preghiere con brevi canti. Gli uomini vestiti eleganti seguono attenti le parole del predicatore. I preti accendono quattro fiammelle perché lo spirito divino entri in noi e le lasciano galleggiare sull’acqua che purifica dai peccati. Il rinnovato battesimo viene accolto da urla di gioia.

L’atmosfera è giocosa, i tigrini ballano,cantano,battono le mani, sorridono e il suono dei tamburi cadenza la processione che porterà il talbot nel santuario della chiesa accessibile solo ai preti. La festa dura qualche ora poi termina lentamente con i fedeli che rientrano nella loro tranquilla quotidianità domestica.

E ora…

Siamo tornati dai mercati antichi,dagli odori e dai colori intensi

Siamo tornati con la nostalgia dei sorrisi e degli sguardi attenti di cui eravamo circondati

Siamo tornati dai popoli nomadi e da quelli sedentari

Siamo tornati da eterni vulcani, dal millenario lavoro di estrazione del sale

Abbiamo percorso con le carovane le sempre eterne vie per consegnare il prezioso carico attraverso paesaggi brulli e caldi e poi nebbiosi e montani

Siamo tornati dalle visite delle chiese del Tigray inerpicate tra le rocce con i volti intensi dei loro sacerdoti.

Siamo tornati dalla festa del Tinkat con il battesimo di tutti che ripete il rito della purificazione

Siamo tornati dai tramonti e dagli spazi infiniti.

———————–

INFO: per scoprire i nostri viaggi in Etiopia cliccate qui. Per qualsiasi richiesta sugli itinerari, sui prezzi o altro: Il Tucano Viaggi Ricerca di Willy Fassio Srl – Piazza Solferino, 20 – 10121 Torino – Tel. 011 5617061 – Fax 011 544419 –

20 febbraio 2011 - Scritto da Viaggiatori

Tra chiese che si inabissano nella roccia e aghi di pietra che sfidano il cielo, luoghi di antiche civiltà: ad Axum e Lalibela c’è la quintessenza della spiritualità copta”.

È un’energia speciale, quella che porta il popolo etiope ad interiorizzare la propria fede, a recludersi fisicamente in luoghi remoti, costruendo chiese che sono fortezze, intagliate nella roccia, a strapiombo su baratri inaccessibili, sino a diventare immense e silenziose preghiere di pietra. Un’energia che ha origini lontanissime e affonda le radici nella storia e nel mito. Si deve risalire al 330 quando, miracolosamente scampati ad una tempesta, i siriani Frumenzio ed Edesio furono fatti prigionieri ad Axum, dove regnava Ella Hamida. Divenuto precettore del giovane principe Ezana, lo convertì al cristianesimo e divenne col tempo il primo vescovo d’Etiopia: scompaiono dalle monete axumite i simboli sabei del sole e della luna, si affaccia la croce. L’Etiopia accoglie gli esuli monofisiti delle persecuzioni, moltiplica le conversioni e si distacca sempre più dall’ortodossia cattolica.

Si rafforzano da quel momento i legami con Bisanzio e, soprattutto nell’altopiano centro-settentrionale ed in Eritrea, l’arte si sviluppa intorno a modelli autoctoni: la pittura su legno e le miniature richiamano influssi siro-armeni e copti, l’architettura si ispira a schemi basilicali siriani con interni a navate, pareti stuccate e piccole cupole di origine bizantina. E mentre l’impero etiope si richiude in se stesso, quasi per forza centripeta, l’arte – di riflesso – incapace di elaborare una cultura propria, perfeziona schemi e modelli acquisiti e offre nella pittura esempi di grande interesse.

Molte chiese sono ricoperte di dipinti all’esterno come all’interno: la pittura veste ogni superficie, un horror vacui che produce labirinti di segni, teste angeliche, la vita di Gesù e dei santi, i miracoli di Maria. Dopo il XV secolo l’iconografia e la composizione iniziano ad accogliere anche le influenze europee, mentre prevalgono il tipo umano e l’ambiente di genere etiopico. Ma l’influenza straniera non superò l’iconografica: il disegno rimaneva schematico e fisso, mancavano equilibrio compositivo e vitali modelli creativi. Solo in tempi più recenti la pittura etiopica tradizionale ha acquisito maggiore morbidezza: i soggetti si sono arricchiti di nuove iconografie – anche profane, la prospettiva, da orizzontale, diventa – forse per influenze indo-persiane – a volo d’uccello, un realismo crescente si fa strada, superando in parte il carico simbolico e ieratico che contraddistingueva la pittura nel passato.

Verso la fine dell’Ottocento, con l’introduzione della fotografia in Etiopia, crebbe anche l’esigenza di una ritrattistica più naturalistica e gradualmente più viva, ricca di dettagli, traboccante di vitalità e di fantasia. Ai soggetti sacri si affiancano così episodi mitologici e storici, da San Giorgio che uccide il Drago alla Regina di Saba, dagli eserciti egiziani invasori fermati dall’imperatore etiopico Giovanni IV alle truppe italiane sconfitte da Menelik II ad Adua. Il disegno è conciso e preciso, le campiture di colore più armoniche, un leggero chiaroscuro (forse un prestito dalla tecnica fotografica?) sottolinea alcuni particolari, i dettagli si moltiplicano – ricami a stellette, dischi, panneggi e ondulazioni: la pittura etiope racconta la storia, e diventa storia.

Essere avvolti dai colori di questi cicli pittorici è un’esperienza profonda e indimenticabile, e uno dei momenti migliori per scegliere di visitare l’Etiopia è quello della celebrazione del Timkat, l’Epifania copta: tutta la traboccante vitalità espressiva dell’arte e della cultura etiopie, la carica emotiva e spirituale di un popolo è lì, nei rituali precisi e nelle liturgie commoventi che si dispiegano ad Axum in gennaio.

Poi c’è l’altra Etiopia, quella dura e difficile del nord, un ambiente irreale, apocalittico, primordiale fatto di deserti lavici e aree vulcaniche, luogo infernale e metafisico: la Dancalia. E, ancora, il sud, dove nella valle dell’Omo forse è iniziato il cammino dell’uomo. E Harar, che sembra così lontana… non pare Etiopia, questo frammento yemenita incastonato in terra d’Africa, dove si sente nell’aria quell’abbandono indolente, tipico della penisola sud-arabica.
La cultura musulmana porta con sé la bianca architettura, il canto del muezzin dai minareti, l’intimità segreta delle case arredate di cuscini dove, pigramente, le donne rimangono distese, una certa vanità, il gusto della bellezza e un’attenzione verso quei piaceri che danno al vivere un’apparenza più leggera. Due gli edifici in modo diverso legati alla storia: la residenza di Ras Makonnen, il padre di Ras Tafari divenuto imperatore col nome di Hailé Sellassié, e la casa di Arthur Rimbaud. Molti appassionati del viaggio come metafora della vita romantica, si avvicinano ad Harar come pellegrini al tempio. E qui i versi di Rimbaud del celebre “Le Bateau Ivre” vibrano ancora intensi.

L’Etiopia è una realtà composita e affascinante, dove la “culla dell’umanità” convive con quella sontuosa, monumentale, di alta spiritualità, testimoniata dalle chiese rupestri.  È la leggandaria “Terra di Punt”, ricca di ebano, avorio e di quelle misteriose fragranze che i sacerdoti bruciavano all’ombra delle piramidi, crocevia di migrazioni tra le genti arabiche e i popoli dell’Africa Nera.

Riccardo Della Seta

————————-
INFO: Tucano Viaggi Ricerca propone l’itinerario culturale Etiopia. Dancalia e le chiese del Tigray: la celebrazione del Timkat. Il viaggio dura 15 giorni, dall’8 al 22 GENNAIO 2011. Se volete avere tutti i particolari sulle tappe e i prezzi cliccate qui. Potete chiedere informazioni anche qui: tel. 011 5617061, fax 011 544419, mail info@tucanoviaggi.com. Infine, potete scegliere altri itinerari (e altre date) per un viaggio in Etiopia su questa pagina. Qui sotto invece trovate la cartina del viaggio Dancalia e le chiese del Tigray: la celebrazione del Timkat.

22 novembre 2010 - Scritto da Viaggiatori