Archivio della Categoria ‘Mali’

Vuoi concludere bene il 2011, e magari inziare il 2012 con uno spirito diverso? Noi del Tucano Viaggi Ricerca ti proponiamo  nei prossimi due mesi 30 viaggi speciali  differenziati per tutte le tasche, per tutti i gusti e in ogni angolo del globo.

Cliccando su questo link vedrai tutte le nostre 30 proposte, ciascuna con un proprio link alla rispettiva pagina del sito del Tucano, dove troverai per ogni viaggio tutti i particolari: itinerario, data di partenza, prezzo, alberghi, eccetera..

Qualche esempio? Partiamo dall’Africa:
Le Oasi del Nord e le Oasi del Sud in EgittoUn sogno color ocra in Marocco il Fascino del passato in Mali, All’ombra del Kilimanjaro in Tanzania, poi un Viaggio alla scoperta del pianeta delle meraviglie in Madagascar, il Natale Copto in Etiopia e Nel cuore dell’Africa Nera in Togo, Ghana e Benin.

Proseguiamo poi con qualche altro esempio dal Sud America:

Le rose di Atacama in Cile (perfetto per chi vuole viaggiare durante le vacanza di Natale), un Mini Perù per chi vuole andare alla scoperta del magnifico Perù ma ha poco tempo, e il bellissimo Tra le Ande e i due oceani per chi vuole gustare Argentina e Cile. E il tour Los Roques nell’affascinante e poco noto Venezuela (con la possibilità di un’altra partenza durante le vacanze di Natale).

E ora alcuni esempi  dall’ Asia:
tre viaggi fiabeschi in India come il Rajasthan – Nel passato cavalleresco o quello fra i maestosi templi hindu nell’ India del Sud o lo “speciale per grandi viaggiatori” Karnataka – Festa di Hampi (che avrà come guida culturale Marco Restelli, curatore di questo blog Viaggiatori e anche del blog MilleOrienti). E ancora:  un viaggio perfetto per gli amanti dell’arte per conoscere Le città leggendarie dell’Iran; un affascinante percorso storico-religioso in Israele alla scoperta delle Tracce bibliche; e due proposte per scoprire uno dei Paesi meno conosciuti non solo dle mondo arabo ma dell’intera Asia: l’Oman, con il viaggio Tra mare e deserto e quello per un Capodanno tra le dune del Wahiba.

Infine, ci sono weekend e soggiorni più brevi in una Europa ancora da scoprire:
come Le capitali baltiche di Estonia, Lettonia e Lituania, un sorprendente Week-end a S.Pietroburgo in Russia; una breve “fuga” per un Week-end a Tallin in Estonia o per un Week-end a Riga in Lettonia.
Nota bene: tutti i nostri viaggi qui segnalati sono con un accompagnatore qualificato dall’Italia, o con una guida parlante italiano.
E a questi viaggi “a data fissa” si aggiungono le centinaia di viaggi “a data libera” presenti nel catalogo del Tucano e che comprendono, in pratica, tutto il mondo!
Se vuoi dunque avere un colpo d’occhio completo sulle proposte del Tucano per la fine 2011/inizio 2012 clicca su questo link che ti darà il calendario completo delle partenze . Buona lettura e buon viaggio!

1 novembre 2011 - Scritto da Viaggiatori

 

Teatro, musica, performance, dibattiti: l’Africa è protagonista all’ XI Festival Tramedautore, che quest’anno è stato chiamato appunto Tramedafrica. Organizzato da Outis, Centro nazionale di drammaturgia contemporanea, il festival si dipana a Milano dal 17 al 25 settembre 2011 nelle sedi del Piccolo Teatro Grassi (via Rovello 2, MM Cordusio) e del Piccolo Teatro Studio Expo (via Rivoli 6, MM Lanza).
Nove giornate all’insegna della contaminazione delle arti e del meticciato fra i popoli tra teatro, musica, arte, danza, incontri e altro ancora, con artisti provenienti da Benin, Camerun, Costa d’Avorio, Mali, Repubblica Democratica del Congo, Senegal, Sudafrica.
Gli spettacoli di Tramedafrica restituiranno gli umori e i mutamenti in corso negli stati africani: a cinquant’anni dalla loro indipendenza e a vent’anni dalla fine dell’apartheid in Sudafrica, cui si aggiungerà uno sguardo sull’Africa che vive in Italia.  Molti gli spettacoli e gli appuntamenti a ingresso libero nel Chiostro del Teatro Grassi.

Noi di Tucano Viaggi Ricerca seguiamo da tempo con grande interesse l’attività di Tramedautore (ne avevamo parlato l’anno scorso su questo blog) e siamo sempre orgogliosi di essere fra i sostenitori del Festival. Questa edizione dedicata all’Africa subsahariana si snoda attraverso due grandi linee interpretative: cinquant’anni dopo le indipendenze degli stati africani e vent’anni dopo la fine dell’apartheid in Sudafrica.

Il Centro di Drammaturgia Outis presenta Tramedafrica a partire da una domanda affascinante: «quali sono le differenze tra quel che avvenne nei Paesi africani colonizzati e “quello che viene dopo”? L’Africa Subsahariana costituisce il tassello essenziale che permette di interrogarci su numerosi nodi tematici: la diaspora, la permanenza di una “cultura coloniale diffusa”, il valore, anche simbolico, che assumono i processi di decolonizzazione, il ruolo centrale delle migrazioni in epoca postcoloniale, etc. Diventa perciò interessante, ancor più in questa fase, proporre in Italia uno spaccato dell’Africa visto attraverso il teatro, in cui si fa avanti l’attualità di un paese alla ricerca di una definitiva decolonizzazione della mente e della storia ».

Il programma completo delle nove giornate del festival è qui. Ma  questa edizione di Tramedautore accoglie e propone anche due importanti iniziative che riguardano alcune attività di migranti africani che si sono sviluppate in Italia. La prima è Carovana4Africa, progetto che, insieme all’iniziativa IntegraMi, è promosso dall’Associazione socio-culturale Sunugal allo scopo di creare percorsi di sviluppo in Africa. nel Festival presenta un concerto di Baba Sissoko, uno spettacolo di teatro-danza con Mama Diop, incontri tematici,un breve spettacolo sul turismo responsabile e altre cose ancora.
La seconda iniziativa è l’Intellighenzia africana che vive in Lombardia, una due giorni per presentare ai nostri concittadini l’eccellenza culturale africana che vive a Milano e in Lombardia. Una vetrina in cui associazioni, imprese culturali, editori e artisti potranno raccontarsi, illustrare il proprio lavoro, creare reti, per contribuire ad alimentare un clima di apertura, condizione necessaria senza la quale anche le migliori potenzialità inaridiscono.
Per informazioni, prenotazioni e acquisto biglietti cliccare qui.

14 settembre 2011 - Scritto da Viaggiatori

Cari lettori, noi del Tucano Viaggi Ricerca, lo sapete bene, amiamo l’Africa (e non solo). Perciò stiamo organizzando un bellissimo viaggio di 14 giorni in Mali (per l’itinerario, i prezzi, gli alberghi, ecc. cliccate qui). Le prossime date del viaggio? Eccole! Le prime tre partenze sono:
dall’11 al 24 novembre 2011;
dal 27 dicembre 2011 al 9 gennaio 2012;
dal 17 febbraio al 1° marzo 2012.
Se ne frattempo volete farvi un’idea delle meraviglie che vi aspettano, leggete qui sotto il diario di viaggio in Mali della nostra espertissima collaboratrice Cristina Bava. E’ stato pubblicato come reportage sul mensile Yoga Journal. Buona lettura!

“All’inizio dei tempi le donne Dogon staccavano le stelle dal cielo per darle ai loro bambini. Essi le bucavano con un fuso e facevano girare queste trottole di fuoco per mostrarsi fra loro come funzionava il mondo”

Il  mio viaggio inizia in una notte stellata, quando giungo alla base della falesia di Bandiagara. Sono in Mali, in territorio Dogon, terra di favole e magie, di simboli e di misteri. Un parete di arenaria color ocra lunga una sessantina di chilometri che s’impenna improvvisa nella pianura, una scogliera nella distesa del Sahel, è lo scenario di uno dei popoli più studiati e interessanti del mondo, i Dogon. Di questa gente l’occidente ha scoperto l’esistenza solo verso la metà del secolo scorso, quando l’etnologo Marcel Griaule andò a studiarne i costumi pensando ad un’etnia primitiva e naïve. Invece questo popolo, nello splendido contesto naturale di quest’alta parete di roccia, ha sviluppato un universo culturale strettamente correlato ad una filosofia e ad un ambiente straordinari.

Il sistema di valori dei Dogon è basato su un’affascinante e complessa cosmogonia in cui la parola ha un ruolo chiave: la parola è forza vitale, che si dà e si riceve. Ogni aspetto della vita quotidiana ha una valenza rituale: così i movimenti del tessitore sul telaio ripetono simbolicamente il moto dell’universo, il contadino lancia il seme di miglio negli aridi campi disegnando una spirale, la stessa che l’universo ha compiuto per espandersi. Alla terra, che riconoscono come madre, dedicano attenzioni straordinarie e la disposizione di ogni singolo villaggio non nasce dal caso ma risponde ad una precisa topografia sacra. Per questo il visitatore che percorre la terra dei Dogon deve essere istruito affinché non calpesti i luoghi sacri di cui è costellata tutta la “grande roccia”: sì, perché bisogna sapere che un qualunque elemento in apparenza insignificante, sia esso pietra, albero, animale o manufatto, custodisce uno spirito. Cammino lungo i sentieri della falaise in compagnia della mia guida Adama e scopro villaggi di capanne di paglia aggrappati alla montagna, perfettamente integrati nel paesaggio. Vedo bambini giocare con nulla, vecchi dai cappelli a larghe tese fumare lunghissime pipe. Sempre più in alto, arrampicandoci su piste nella roccia, arriviamo ai granai più elevati, luoghi sacri e segreti, incappucciati da tetti a cono, custodi del miglio e dei feticci. Giungono attutite dai villaggi ai piedi della falesia le voci e i rumori di bastoni che pestano il miglio nei mortai, di una vita che scorre lenta, in armonia con la natura, con il mondo degli spiriti e il culto degli antenati.

È scesa la sera, tra i Dogon, e nelle luci oblique che regalano al giorno gli ultimi bagliori dorati, la piazza del villaggio si è fatta animata: il griot cattura l’attenzione della minuscola folla che si è raccolta intorno alla sua voce. I gesti sono armoniosi, didascalici, il racconto è ingenuo, lento, con improvvise accelerazioni di ritmo che certamente sottolineano un colpo di scena nel racconto, una sorpresa. Il griot è il “maestro della parola”, è cantore, attore, poeta, è l’uomo destinato a trasmettere il patrimonio della tradizione orale ancestrale.
Prima di lasciare il villaggio mi attende ancora un regalo. Una danza delle maschere inscenata sotto una enorme luna piena: decine di personaggi indossano maschere terrifiche, il ritmo dei tamburi è incalzante, le voci degli anziani accompagnano i movimenti: l’uomo mascherato diventa divinità, questa notte si invoca la natura, si esorcizzano le paure.
Lascio i Dogon per raggiungere il fiume Niger a Mopti. Con l’alternarsi delle sue piene e delle sue magre, il Niger scandisce i tempi e le attività dei popoli del Mali.

Navigo incontro al deserto a bordo di una pinassa, un piccolo legno dal fondo piatto. Discendere il corso del Niger dalle distese del Sahel verso il cuore di sabbia del continente diventa un viaggio per immagini, cadenzato da albe e tramonti, da approdi in piccoli villaggi assopiti nella calura, pescatori e piroghe, vacche e zebù, maestosi baobab solitari ed eleganti voli di aironi, sino a quando il fiume diventa l’esile nastro azzurro che corre tra i profili delle dune. Lungo il suo corso vanno a morire le piste carovaniere di un tempo, paesaggi fluviali si alternano a dune di sabbia, città d’argilla a nuclei di capanne e villaggi, le folle variopinte dei porti e le grandi piroghe lasciano il posto alle esili imbarcazioni dei pescatori che dondolano qua e là, tra cielo e acqua.

Il mio viaggio si conclude a Djenné, che ho tenuto come un gioiello prezioso al termine della mia scoperta del Mali.  Una città dai due volti, di terra e di acqua, dopo le grandi piene autunnali Djenné si trasforma in una città lagunare riflessa nelle placide acque del fiume Bani, affluente del Niger. Come a Ganviè, la città su palafitte del Benin, le piroghe cariche di gente e di merci si spingono fin sotto le case, le cui facciate a pinnacoli infondono a Djenné, nella luce radente del tramonto, quell’aspetto irreale tra terra e acqua da Venezia esotica. Frammenti di vasi, perle di vetro, giare e statuette di terracotta, guerrieri e cavalieri di grandezze diverse hanno riportato alla luce ventitré secoli di storia sepolti su una collina alla periferia della città, consentendoci così di ricostruire il film a ritroso della più antica realtà urbana dell’Africa occidentale. Cuore dei grandi imperi neri sudanesi nata sulle grandi rotte dei commerci, Djenné innalza, nel lontano Trecento, una cattedrale di terra, la cui grandiosità celebra l’opulenza di una classe mercantile ricca e attiva. L’importanza commerciale della città si coglie anche nella foggia elegante delle abitazioni private: quelle di Djenné sono case di mercanti che amano ostentare il loro benessere. Lungo i vicoli disegnati da muri d’argilla, nelle piazzette polverose, all’ombra dei portali o nel gioco bellissimo dei chiaroscuri, tra archi, lesene e delicati trafori, nella sfilata dei loburu che movimentano terrazze e facciate, posso ancora leggere le tracce di uno splendido, sconosciuto Rinascimento africano.

Prendo congedo dal Mali con la convinzione di non aver tutto compreso. Penso al grande scrittore Ryszard Kapuscinski e al suo Ebano, dove scriveva: “L’europeo di passaggio in Africa di solito ne vede solo una parte, ossia l’involucro esterno, spesso il meno interessante e forse anche il meno importante. Il suo sguardo scivola sulla superficie senza penetrare oltre, quasi incredulo che dietro ogni cosa possa nascondersi un segreto e che questo pervada le cose stesse”.

Cristina Bava
—————————————–

INFO: Per tutto ciò che occorre sapere sul viaggio “Mali – Africa senza tempo” cliccate qui. Per qualsiasi informazione o prenotazione: Il Tucano Viaggi Ricerca – Piazza Solferino 14/g, 10121, Torino- Tel. 011 5617061 – Fax 011 544419 – info@tucanoviaggi.com

23 agosto 2011 - Scritto da Viaggiatori

E’ uno dei festival musicali più affascinanti del mondo: a una sessantina di kilometri a ovest di Timbuctù, nel Mali, la piccola oasi di Essakane ospita il Festival au Desert, un entusiasmante happening  in cui per tre giorni si esibiscono i migliori musicisti della scena  africana e non solo.
Il festival festeggia la sua decima edizione agli inizi di gennaio 2011 e noi di Tucano ci saremo: partiremo dall’Italia il 30 dicembre 2010 per un viaggio antropologico e musicale, che ci porterà a scoprire le etnìe del Mali e si concluderà alla grande con il Festival au Desert.

«Le nostre radici sono qui, sulle rive del fiume Niger la cui acqua ha portato il suono del blues fino al delta del Mississippi», ha detto il grande cantante maliano Salif Keita, “Golden Voice of Africa”. E proprio dalle rive del Niger, più esattamente dalla città di Bamako con i suoi mercati di yucca, manioca e spezie, partirà il nostro viaggio attraverso il Mali. Da Segou – capitale del regno Bambara – a Djenné con le sue architetture uniche, poi – attraversato con una chiatta il fiume Bani, affluente del Niger – proseguiremo fino alle terre dei Dogon, un popolo custode di una civiltà plurisecolare che ancor oggi affascina gli etnologi.
I villaggi Dogon della falesia di Bandiagara, raggiungibili solo a piedi, sono altamente scenografici: i Dogon abitano in case di argilla al limite della parete rocciosa e appena sopra di esse, nelle grotte della parete, come in un’immagine speculare c’è il “villaggio degli spiriti”, edificato dai mitici Tellem, un’etnia pigmoide sparita misteriosamente quattro secoli fa, prima dell’arrivo dei Dogon. Vivremo la vita quotidiana dei Dogon, apprezzeremo le loro peculiari architetture, assisteremo alle loro celebrazioni e poi andremo a visitare una grotta maestosamente affrescata con disegni nei classici colori cosmogonici delle popolazioni africane (bianco, rosso e nero). Una visita che ci permetterà di capire i riti iniziatici che ogni 4 anni si svolgono in questo anfiteatro naturale.

Attraverso le steppe desertiche di Gourma arriveremo quindi a Timbuctù e poi all’oasi di Essakane dove avrà inizio la tre-giorni di musica più entusiasmante dell’Africa, dove assisteremo ai concerti in quell’atmosfera informale e spontanea che è tipica del rapporto degli africani con la musica. Un rapporto strettissimo perché – come dice il chitarrista e cantante maliano Ali Farka Touré – «Il Mali suona il blues da sempre».

———————————————————————-


Info: Tucano Viaggi organizza uno speciale tour  di 13 giorni intitolato “Mali Timbuctù: un festival di musica nel deserto” dal 30 dicembre 2010 all’11 gennaio 2010 in modo da partecipare ai 3 giorni del Festival au Desert. Per tutte le informazioni sul viaggio, i prezzi ecc. cliccate qui o scrivete a info@tucanoviaggi.com

11 ottobre 2010 - Scritto da Viaggiatori