Archivio della Categoria ‘Niger’

 

Ci sono viaggi che noi del Tucano siamo orgogliosi di organizzare e di presentare. E’ il caso del viaggio nel Gerewol, una delle zone più affascinanti e meno note del Niger, un itinerario in un’Africa ancora autentica e lontana dai vizi del turismo di massa. Ne avevamo parlato qui sul nostro blog nel diario di viaggio di Anna Dardanelli nel dicembre 2010.  Torniamo a parlarne ora perché i nostri amici e collaboratori Laura Pernice e Christian Le Tily ci sono tornati da poco, guidando un gruppo che ha così scoperto un’Africa di una bellezza oltre ogni attesa, allietata dalle feste e dalle danze dei Bororo. Un Niger talmente “vergine” che Christian è stato intervistato dalla televisione nigeriana, perché quello del Tucano era il primo gruppo di turisti a visitare il Gerewol dopo molto tempo. Una bella soddisfazione per Christian e anche per noi del Tucano Viaggi Ricerca, che ci sforziamo di proporre ai nostri viaggiatori itinerari sempre nuovi.
Lasciamo dunque la parola a questo diario di viaggio: i testi e le foto sono di Laura Pernice.

I mercati.
Il mercato, luogo di socializzazione, di colori, di suoni raggruppa l’umanità nigerina che si mescola. Le differenti etnie si confondono mantenendo intatte le peculiarità, la povertà diventa invisibile e viene nascosta dalle stoffe variopinte e dai monili fantasiosi delle donne.
La mercanzia è infinita: sale, saponi, vestiti a mucchi, verdure, frutta, chiodi, legna, ceste, funghi secchi, pezzi di carni, spezie.
Gli animali rumoreggiano, i cammelli bramiscono, le capre belano, gli scuri bovini dalle lunghe corna muggiscono. All’improvviso si forma un folto gruppo di persone attorno al guaritore che come un esperto attore grida, danza e recita per vendere talismani miracolosi e boccette misteriose. Un uomo promette la guarigione con l’aiuto del suo serpente, un altro finge di tagliarsi con le lame di lunghi coltelli. Lo spettacolo continua.

Il territorio
Dal fiume Niger al massiccio dell’Air il territorio si trasforma, la zona del sud attraversata in parte da fiume Niger è cosparsa di piantagioni di orzo e miglio, laghetti, e spruzzi di erba per trasformarsi avvicinandosi al sahel in una landa arida e sabbiosa. Le brevi e stagionali piogge non portano refrigerio e l’acqua evapora sotto i raggi cocenti del sole.

Il Gerewol
Gli uomini Bororo o Wodaabé , come preferiscono chiamarsi,  sono consapevoli della loro avvenenza e con gesti antichi si preparano.
La festa può iniziare. La fine del periodo delle piogge offre nuovi amori, nuove amicizie o anche solo nuove conoscenze. Hanno attraversato infiniti e spinosi territori  tra lunghi silenzi in compagnia solo dei loro animali.
Ora occorre abbellirsi con abiti ricamati, dipingersi con le terre color ocra e indossare i gioielli più belli per attirare l’attenzione femminile. Volteggiano con  lunghe piume di struzzo e  tintinnano i  bracciali. Mostrano dentature perfette e roteano i grandi occhi scuri. I gesti sono dei loro padri, dei loro nonni e di avi lontani. Le giovanissime donne osservano e scelgono in segreto. I più giovani imparano a danzare e a cantare per quando arriverà il loro tempo.
La notte diffonde  i canti ritmati e protegge i richiami sensuali.

Agadez
La mitica Agadez, luogo di ristoro dalle lunghe piste desertiche e antica città crocevia di ricchi commerci ha abbandonato il suo splendido passato.Le case rosse di argilla e paglia si stringono in vicoli contorti e non temono le scarse e brevissime piogge. La moschea con il suo minareto e il palazzo del sultano possiede la semplicità architettonica tipica delle costruzioni del popolo del deserto.

Agadez è la città degli orgogliosi e splendidi Tuareg. Abituati sin da piccoli  a non lamentarsi per la sete o la fame, a non mostrare emozioni e a soffrire in silenzio le privazioni, abitano nei nostri sogni come uomini liberi e coraggiosi.
Nessuno  come i Tuareg conosce il modo di percorrere l’inospitale deserto o  individuarvi  i percorsi invisibili per raggiungere le fresche  oasi.
Il deserto è senza  confini, il sole bruciante è il suo sovrano e i Tuareg ne sono i padroni.
I villaggi
I villaggi delle etnie stanziali  Djerma o Haussa pullulano di bambini gioiosi che ci sommergono di allegria. Il pozzo è il luogo prezioso di raccolta delle donne che con energia riempiono grandi taniche di acqua. Il capo del villaggio conserva il suo ruolo per tradizione avita. La sua capanna è la più grande e come unica ricchezza possiede semplici ciotole decorate per festeggiare i matrimoni o altri eventi degli abitanti. Sparpagliati vicino ai villaggi i grossi e preziosi granai si distinguono per la  forma di  uova chiuse con un cappello di paglia. Quest’anno le piogge sono state tardive e ci sarà un solo raccolto di miglio o sorba. Il cibo potrà  non essere sufficiente ma i bambini ci sorridono, le mamme ci mostrano orgogliose i loro neonati  e gli uomini sperano.
Domani sarà un nuovo giorno.
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INFO: per conoscere i nostri viaggi (di gruppo o individuali) nel Gerewol nigeriano cliccate qui. Per qualsiasi informazione o prenotazione:  Il Tucano Viaggi Ricerca – Piazza Solferino 14/g, 10121, Torino – Tel. 011 5617061 – Fax 011 544419 – info@tucanoviaggi.com.

30 novembre 2011 - Scritto da Viaggiatori

di Anna Dardanelli

Oggi vorrei raccontarvi di una bellissima esperienza che ho vissuto in Niger nel settembre 2010.
Io e Silvano Moroni abbiamo accompagnato un gruppo ciascuno di Tucano Viaggi Ricerca a un evento molto particolare: il Gerewol, la grande festa-riunione annuale dei Peul Bororo. I Bororo sono un popolo di pastori che si sposta attraverso i grandi spazi del Sahel – attraverso le stagioni e il tempo – perpetuando una millenaria transumanza.


Io e gli altri amici del gruppo siamo andati in Niger animati dallo stesso spirito: cogliere e apprezzare quello che ancora rimane nel mondo di vero, di autentico. Spinti in Africa anche dall’invito del grande poeta della Negritudine, Leopold Sedar Senghor: «Bisogna far presto: viaggiate, scoprite l’Africa, coglietene i suoi aspetti più veri, importanti, antichi, perché il continente sta livellandosi su moduli e schemi che gli sono estranei».

Ebbene, il Gerewol è proprio un evento del genere: è una grande festa della bellezza che si tiene nelle aperte distese della savana, è un momento straordinario, quasi uno spettacolo biblico.

Con le grandi mandrie di zebù, le greggi, gli asini, i cavalli, i dromedari, le donne e i bambini, le masserizie, tutto un mondo disperso per dodici mesi all’anno nell’immenso Sahel si sposta, al termine della breve e spesso avara stagione delle piogge, per convergere in un punto.

I clan famigliari si riuniscono attorno ai giovani, che truccati ed abbigliati in modo esuberante, daranno vita, sotto la guida di “navigati” maestri di cerimonia, ad una rito fatto di danze sensuali e sguardi ammiccanti. Il culto della bellezza infatti, insieme a quello del bestiame e della famiglia, è uno dei cardini della comunità Bororo.

Chi assiste ad un Gerewol si trova catapultato in una dimensione senza tempo. Uomini avvolti in lunghe tuniche e grandi turbanti sopraggiungonocon andamento regale in sella ai loro bianchi dromedari. Sono i capi di altri clan che hanno coperto talvolta lunghe distanze per contraccambiare una visita, accolti con grandi feste ed onori.

Durante la sera al nostro campo tendato la savana intorno ci porta muggiti, canti ed incontri con i Bororo.

Il Gerewol non è ancora stato espropriato della sua vera essenza e rimane l’occasione per i nomadi, dispersi nel corso dell’anno nelle assolate distese del Sahel, di ritrovarsi, scambiarsi notizie, scegliere una compagna, celebrare “battesimi” e matrimoni. Al termine del raduno uomini e mandrie riprenderanno l’eterno ritmo della transumanza disperdendosi negli orizzonti azzurri e tra le erbe gialle della savana.

E al prossimo Gerewol, nel settembre/ottobre 2011, noi del Tucano vi porteremo ad assistere allo spettacolo. Vi aspettiamo per condividere con voi queste emozioni.

14 dicembre 2010 - Scritto da Viaggiatori